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Rabbia della comunità carioca a Londra dopo l'uccisione del giovane brasiliano

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Rabbia della comunità carioca a Londra dopo l'uccisione del giovane brasiliano

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Le scuse di Scotland Yard non bastano, alla trentina di brasiliani che si sono radunati a Londra per chiedere spiegazioni sulla morte del loro compatriota Jean-Charles de Menezes, l’elettricista ucciso per errore dai poliziotti che lo credevano un attentatore suicida.Prima tappa: stazione di Stockwell, teatro della tragedia. I manifestanti si sono poi spostati davanti alla sede della polizia.Idealmente con loro, il ministro degli esteri brasiliano Celso Amorim, nella capitale britannica per impegni non connessi alla vicenda. “Il governo e l’opinione pubblica brasiliana – ha detto – sono scioccati e perplessi perché è stata uccisa una persona pacifica e innocente”. Secondo la polizia, il ventisettenne de Menezes era stato visto allontanarsi da un quartiere sotto sorveglianza, e non si era fermato quando gli era stato intimato. Il commissario Ian Blair, scusandosi, ha però giustificato l’operato dei suoi uomini: “Penso sia anche importante riconoscere che a monte non c‘è un’azione o le procedure della polizia, ma il fatto che abbiamo terroristi che usano il suicidio come un’arma per le strade e sotto le strade di Londra, e che è in questo contesto che stiamo operando”.Blair ha confermato che i poliziotti hanno istruzioni, in determinate circostanze, di sparare per uccidere, ma ha anche precisato che gli agenti armati a Londra sono solo il 10 per cento del totale.