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L'aeroporto di Arad in Romania al centro delle polemiche

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L'aeroporto di Arad in Romania al centro delle polemiche

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L’Unione Europea finanzia cattedrali nel deserto? Una domanda legittima su dove vadano a finire i fondi che Bruxelles stanzia per i nuovi paesi membri. Una domanda posta ad Arad, estremo lembo occidentale della Romania, un paese che presumibilmente nel 2007, entrerà a fare parte dell’Unione Europea. Nell’ambito del progetto Phare è stata finanziata la costruzione di un terminal per il carico e lo scarico di merci. Il valore del progetto è di due milioni e mezzo di euro quasi interamente finanziati da Bruxelles. Arad è una città dalla vocazione commerciale. L’aeroporto però è, ancora ben lontano dalla piena operatività. Una situazione destinata a migliorare secondo il manager dello scalo, Adrian Nasui: “Sono tante le imprese europee che delocalizzano a est e soprattutto in Romania. Per questo attorno alla città si è sviluppata una zona industriale che, dopo l’ingresso del paese nell’Unione, sarà ancora più forte.” Arad fa parte del cosiddetto corridoio IV una rotta che collega Germania, Ungheria, Bulgaria, Grecia e, appunto, la Romania. La zona merci dell’aeroporto di Arad funziona effettivamente al 15% delle sue potenzialità, ma le autorità contano di portarlo al 50% entro quest anno. I corridoi dovranno essere pienamente operativi entro il 2020. Per questo motivo l’Unione preferisce operare per tempo, senza doversi trovare poi a dover gestire emergenze. Il progetto Phare è concepito per migliorare la cooperazione soprattutto fra paesi transfrontalieri, rilanciando zone finora economicamente depresse, permetterà a località come Arad di decollare.