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Israele, i sostenitori dei coloni rinunciano alla marcia su Gaza

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Israele, i sostenitori dei coloni rinunciano alla marcia su Gaza

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Bloccati da tre giorni in un villaggio rurale, i dimostranti israeliani hanno deciso di rinunciare per ora alla marcia sugli insediamenti ebraici organizzata per sabotarne lo smantellamento.

Sproporzionati i rapporti di forza: a Kfar Maimom i 7.000 coloni rimasti, guidati da rabbini ultra nazionalisti, erano circondati dal filo spinato e da 20.000 soldati che avevano il preciso ordine di non lasciarli passare. Il premier Ariel Sharon va avanti con il suo progetto di ritiro unilaterale dalla Striscia di Gaza, forte anche del rigetto – a larga maggioranza ieri in parlamento – di tre mozioni che miravano a rinviarlo. L’esito del voto – secondo il primo ministro – riflette il favore dell’opinione pubblica per lo smantellamento delle colonie a Gaza. I coloni e i loro sostenitori non si danno per vinti. Se i loro leader hanno rinunciato all’avanzata su Gush Katif è solo per evitare scontri con le forze di sicurezza. Il Consiglio dei coloni ha chiesto a chi può di restare per continuare la lotta. Il piano dell’esecutivo prevede lo sgombero di 8.500 israeliani insiediati nella Striscia di Gaza, che verrebbe poi passata sotto la responsabilità dell’Autorità nazionale palestinese.