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Governo Sharon vuole accelerare il ritiro da Gaza per evitare nuove proteste.

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Governo Sharon vuole accelerare il ritiro da Gaza per evitare nuove proteste.

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Dopo le dichiarazioni del vice-primo ministro israeliano Ehud Olmert, è una sconfitta totale per i coloni guidati dai rabbini ultranazionalisti. Il governo Sharon potrebbe anticipare l’inizio delle operazioni di sgombero degli insediamenti della Striscia di Gaza. Giuridicamente, nulla impedisce di avviare sin da domani il ritiro originariamente previsto per metà agosto. Lo scopo è proprio prevenire ulteriori contestazioni.

La marcia di protesta che intendeva raggiungere la Striscia di Gaza è dunque morta a Kfar Maimon, un villaggio del Negev. E’ lì che da ormai tre giorni sono bloccati gli attivisti che constestano il piano Sharon. Restano in poco più di mille dopo che il governo ha inviato circa venti mila soldati per impedire che la protesta giungesse a destinazione, nella colonia di Gush Katif. Un gruppo di circa 300 irriducibili della destra radicale che tentavano di infiltrarsi nella Striscia di Gaza eludendo i blocchi, sono stati arrestati questa mattina. Ieri la Knessèt, il parlamento d’Israele, ha rigettato a larga maggioranza le tre mozioni che rappresentavano l’ultima possibilità di rinviare il ritiro unilaterale deciso da Ariel Sharon. Un piano che prevede lo sgombero dei 21 insediamenti della Striscia di Gaza e di altri 4 sui 120 della West Bank.