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Bruxelles promette più trasparenza e comunicazione

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Bruxelles promette più trasparenza e comunicazione

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Sono i punti fondamentali della nuova strategia decisa dalla Commissione dopo il tracollo di popolarità sancito dai no referendari di Francia e Olanda. L’obiettivo è ripensare tutta la propria immagine e cercare di riavvicinare i cittadini nei diversi Stati membri anche attraverso un lavoro più capillare degli uffici di rappresentanza nelle differenti nazioni. A illustrare la nuova strategia Margot Wallström, vicepresidente della Commissione con delega alla comunicazione: “Dobbiamo guardare avanti. Relizzare ciò che la gente si attende da noi, quello che ho chiamato piano D: dibattito, dialogo e democrazia”. Forse, sull’onda dei dubbi nei confronti del trattato costituzionale europeo una larga parte di cittadini si è detta delusa da come arrivano le informazioni che alla fine dei conti riguardano anche loro. Secondo un sondaggio di eurobarometro, nella hit parade degli scontenti ci sono i britannici, da sempre euroscettici. Sull’altro piatto della bilancia gli Italiani che continuano invece a mostrare fiducia verso il progetto europeo. Un’eccezione. Dagli ultimi sondaggi ben sette europei su dieci ammettono di avere scarsa fiducia nelle loro istituzioni comunitarie. Una percentuale molto alta soprattutto fra i giovani. Dubbi anche sull’allargamento. Qui il panorama comunitario è nettamente diviso. Nei paesi occidentali il rifiuto è abbastanza netto, mentre sono le nazioni come la Polonia e la Slovacchia ad essere favorevoli all’ingresso di nuovi stati-membri. Altro punto scottante resta l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. La maggioranza dell’opinione pubblica dei 25 paesi membri, non lo considera un fatto positivo. Si va dal 80% di contrari in Austria e Cipro, al 74% dei tedeschi, malgrado questo, tuttavia, i negoziati fra Bruxelles e Ankara inizieranno il prossimo 3 ottobre.