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Militari esclusi, "la guerra in Iraq ha fatto 25mila vittime, in maggioranza civili"

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Militari esclusi, "la guerra in Iraq ha fatto 25mila vittime, in maggioranza civili"

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In due anni 25mila morti in Iraq tra civili, agenti di polizia e reclute dell’esercito: è il bilancio stilato da un’organizzazione non governativa anglo-americana, che ha fermato il macabro conteggio allo scorso aprile. Rimangono dunque escluse anche le vittime di oggi: tre sunniti che figurano tra gli estensori della costituzione irachena, uccisi a Bagdad da uomini armati a bordo di un’auto.

Secondo Iraq Body Count, questo il nome della ONG che ha basato il suo rapporto su oltre 10mila articoli apparsi sui media dall’inizio della guerra, la metà delle vittime si sono registrate a Bagdad, e oltre un terzo sarebbero state uccise dalla coalizione anglo-americana. Le cifre fornite dal documento di 28 pagine pubblicato da Iraq Body Count non si discostano molto da una ricerca simile dello scorso anno: 24mila le vittime contabilizzate da uno studio sponsorizzato dalle Nazioni Unite. Cifre che si riflettono su scala minore nella cronaca quotidiana: solo sabato scorso un attentato suicida a Mussayyb ha fatto cento morti quando un kamikaze alla guida di un’autocisterna carica di carburante si è fatto esplodere parcheggiando nei pressi di una moschea e di un mercato.