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La guerra non è finita in Cecenia: attentato fa 14 morti

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La guerra non è finita in Cecenia: attentato fa 14 morti

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Almeno 14 persone sono morte oggi in un attentato nell’insanguinata repubblica autonoma del Caucaso russo. A rivendicare l’attacco la guerriglia indipendentista. Un commando ha prima sparato contro il mezzo della polizia uccidendo un agente, per poi far esplodere una bomba mentre altri poliziotti sopraggiungevano da un vicino commissariato. Una trentina i feriti.

L’attentato a Znamenskoye, villaggio a una sessantina di chlometri a nord ovest del capoluogo ceceno Grozny. Per il presidente russo Putin non vi sono dubbi: i confini vanno ulteriormente rafforzati per tutelarsi dall’infiltrazione di guerriglieri islamici provenienti da sud. “L’incidente odierno, ha detto, ha mostrato ancora una volta la necessità di portare a termine quanto previsto per la frontiera meridionale russa. Chiederò al governo di fornire tutti gli strumenti necessari a tal fine.” Per il presidente ceceno, il filo russo Alu Alkhanov, l’agguato è opera di guerriglieri agli ordini di Shamil Basaiev, comandante indipendista che ha rivendicato l’assalto di Beslan. Il villaggio di Znamenskoye è considerato relativamente tranquillo. L’ultimo attentato risale al maggio di due anni fa: allora i morti furono più di cinquanta.