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Angela Merkel e l'asse franco-tedesco: improbabile con Chirac

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Angela Merkel e l'asse franco-tedesco: improbabile con Chirac

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L’offensiva di Angela Merkel è scattata, anche sul piano internazionale: la leader della Cdu ha cominciato ad agire da leader di un governo-ombra. Qualche giorno fa ha visitato le truppe tedesche in Kosovo, ora è a Parigi, nel bel mezzo di una profonda crisi europea che ha rimesso in discussione soprattutto l’asse franco-tedesco. Che ne sarà, se la Merkel vincerà le elezioni tedesche tra qualche mese? Tra Chirac e Schroeder, al di là di alcune divergenze, si è instaurata anche una discreta amicizia: la Merkel è l’antitesi politica dei due, ma soprattutto di Chirac.

Angela Merkel dice e ripete che piuttosto che di adesione, con la Turchia bisognerebbe parlare di un partenariato privilegiato. L’inizio dei negoziati con l’Unione Europea è fissato per ottobre. Secondo la Merkel, anche il “no” dei francesi alla Costituzione è il sintomo della diffidenza degli europei nei confronti della Turchia. Ma è soprattutto sull’Iraq che la Merkel si allontana dalle posizioni di Chirac e Schroeder: esclude anche lei l’invio di truppe, ma critica con forza i toni pacifisti della coalizione rosso-verde finora al governo in Germania. Parigi però teme soprattutto che la Germania, con la Merkel, finisca per allacciare relazioni più strette con Washington. La leader della CDU non vuole che il suo paese faccia parte di un asse d’opposizione agli USA. Siamo lontani anni luce dall’asse fecondo costituito da Kohl e Mitterrand: con Chirac e Schroeder, l’asse ha in qualche modo retto agli urti e al tempo. La Merkel con Chirac non funzionerebbe, ma a guardare programmi e proclami la leader della Cdu, se divenisse cancelliere, andrebbe bene con Sarkozy. Anche se l’asse franco-tedesco, storicamente, ha funzionato bene solo quando i leader dei due paesi venivano da famiglie politiche opposte. Angela Merkel non è simpatica ai tedeschi come lo era, all’inizio del suo mandato, Schroeder: ma ha avuto tempo per temprarsi e per imporsi, prima di tutto all’interno del suo partito, nel quale ha dovuto subire non pochi sgambetti, in passato.