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Il governo di Londra respinge le accuse secondo cui il paese sarebbe stato attaccato per aver partecipato alla guerra in Iraq

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Il governo di Londra respinge le accuse secondo cui il paese sarebbe stato attaccato per aver partecipato alla guerra in Iraq

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La nostra presenza in Iraq non è da collegarsi con gli attacchi terroristici a Londra. Cosi’ il Premier Tony Blair respinge le accuse della Royal Institute of International Affairs secondo cui la Gran Bretagna è stata attaccata per aver partecipato alla guerra irachena. A Bruxelles si è riunito il consiglio dei ministri degli esteri dell’Unione Europea, il primo sotto la presidenza di turno britannica e dopo le bombe che hanno insanguinato Londra. Il ministro degli esteri Jack Straw, ringraziando i colleghi per la solidarietà manifestata, ha sottolineato che la lotta al terrorismo internazionale deve essere al centro della politica estera dell’Unione Europea. Tutti i paesi devono essere uniti per affrontare e contrastare questa minaccia. Intanto il governo di Londra pensa a un nuovo piano antiterrorismo. il ministro dell’interno Clarke ha iniziato una serie di consultazioni con i rappresentanti dell’opposizione. Secondo un’esperta della Riia il rischio terrorismo in Gran Bretagna è legato all’invasione anglo-americana in Iraq e alla presenza delle truppe nel paese. Tutti questi fatti avrebbero accentuato l’odio degli integralisti di Al Qaeda. Secondo i media britannici due degli attentatori lo scorso autunno si recarono insieme in Pakistan. Il loro arrivo a Karachi sarebbe stato documentato da un sistema che fotografa tutti coloro che entrano nel paese asiatico. Il terzo kamikaze li raggiunse nel luglio del 2004.Queste informazioni confermerebbero i sospetti degli inquirenti e cioe’ che il commando del 7 luglio si sia preparato alla missione mortale in Pakistan.