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Barroso in Cina per parlare di commercio e diritti umani

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Barroso in Cina per parlare di commercio e diritti umani

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L’Unione Europea vuole vedere passi avanti concreti nella difesa dei diritti umani prima di revocare l’embargo sulla vendita di armi alla Cina. Lo ha ribadito il presidente della commissione europea José Manuel Barroso, sbarcato a Pechino. L’embargo doveva essere eliminato a fine giugno, ma l’approvazione di una legge che autorizza l’uso della forza contro Taiwan ha spinto gli europei a ritardare la decisione, decisione che come ha spiegato il presidente Barroso deve essere presa all’unanimità dai venticinque. Il divieto di vendere armi alla Cina era stato imposto dopo la repressione di piazza Tienamen, nell’89.

Altro tema all’ordine del giorno nella riunione con il primo ministro cinese Wen Jiabao, è stato il riconoscimento dello dello status di economia di mercato alla Cina, Barroso è stato possibilista ma chiede maggiori garanzie sulla tutela della proprietà intellettuale e sulla apertura agli investimenti europei nel settore dei servizi. Nel suo viaggio il presidente dell’esecutivo europeo è accompagnato dal commissario al commercio Peter Mandelson. L’Unione europea ha lanciato recentemente un’inchiesta sulle importazioni di scarpe cinesi. “Ci sono prove che mostrano che alcuni beni sono stati venduti ad un prezzo inferiore a quello praticato in Cina- spiega il britannico-ma stiamo indagando e in autunno presenteremo le nostre conclusioni” Secondo Bruxelles le importazioni di scarpe cinesi, in sei diverse categorie, sono aumentate del 681% nei primi quattro mesi dell’annno, con un calo dei prezzi del 28% circa.