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Volkswagen accetta le dimissioni di Hartz e annuncia un nuovo piano industriale

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Volkswagen accetta le dimissioni di Hartz e annuncia un nuovo piano industriale

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Rischia di costare caro a Volkswagen lo scandalo di corruzione che ha coinvolto il capo del personale Peter Hartz, tanto che l’azienda coglie l’occasione per affrontare un impegnativo piano di ristrutturazione per usire dalla crisi in cui si trova da alcuni anni.

Il consiglio d’amministrazione del gigante tedesco dell’automobile ha accettato infatti le dimissioni che Hartz aveva presentato venerdi’. Era accusato di avere corrotto con viaggi e denaro i rappresentanti sindacali per evitare conflitti. “Abbiamo accettato le dimissioni da Peter Hartz – ha detto Christian Wulff, membro del consiglio d’amministrazione – Stiamo lavorando per assicurarmi che gli errori del passato non si ripetano e che i responsabili ne prendano carico. In questo modo potremo tornare a concentrarci sulla nostra attività, sulla produzione e vendita di automobili. L’incontro di oggi è il primo passo in questa direzione”. Ma i problemi di Volkswagen non si limitano allo scandalo Hartz. L’azienda di Wolfsburg ha annunciato infatti anche un piano di ristrutturazione del valore totale di 10 miliardi di euro. Dal 2000 a oggi i profitti di Volkswagen si sono divisi per 4: sono diminuiti senza soluzione di continuità portandosi dai 4 miliardi di euro del 2000 ad appena 716 milioni di euro nel 2004. Seppur a fronte di previsioni di produzione per il 2005 di 5 milioni di vetture. Il nuovo piano industriale di Volkswagen punta ad aumentare gli utili di 4 miliardi di euro entro il 2008, migliorando la qualità del marchio. Ma l’obbiettivo sono i 10 miliardi, da raggiungere per lo piu’ con una riduzione dei costi. Non si prevedono per ora tuttavia licenziamenti.