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Israele: attentato suicida della Jihad islamica rompe la tregua

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Israele: attentato suicida della Jihad islamica rompe la tregua

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Non accadeva da oltre quattro mesi in Israele: un kamikaze palestinese si è fatto esplodere nella città di Netanya uccidendo tre persone e ferendo un’altra quarantina di israeliani.

Avrebbe potuto essere una strage anche più sanguinosa: l’attentatore voleva entrare in un centro commerciale ma dei passanti, probabilmente intravedendo la sua cintura esplosiva, l’hanno fermato. Raanan Gissin, portavoce del primo ministro israeliano Sharon accusa:“L’autorità e il governo palestinese non stanno facendo niente per bloccare l’attività terroristica. Noi vogliamo trattare onestamente con i palestinesi. In risposta invece otteniamo terrorismo.” Parole di condanna dal presidente palestinese Mahmud Abbas, che ha definito l’attentato un crimine contro il suo popolo e traditore chi lo ha perpetrato: “Nessuna persona dotata di un minimo di razionalità farebbe una cosa del genere alla vigilia del ritiro israeliano da ventidue insediamenti. Hanno commesso un atto stupido e dovranno essere puniti.” A rivendicare l’azione è stata l’organizzazione della Jihad islamica. Da quando è stato costruito il muro di separazione dalla Cisgiordania a Netanya non si erano più verificati attentati.