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Il Lussemburgo salva la costituzione ma l'Europa resta in crisi

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Il Lussemburgo salva la costituzione ma l'Europa resta in crisi

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Se in Lussemburgo al referendum avessero prevalso i no, la costituzione europea sarebbe morta e sepolta. Invece ha vinto il sì e il processo di ratifica ora può procedere. È soddisfatto il premier lussemburghese Jean-Claude Junker: quello raggiunto dal Gran Ducato è un risultato importante, ma deve essere contestualizzato. Il referendum è passato in un paese di 450 mila abitanti, una media città della Francia. Segna comunque l’inizio di un’inversione di tendenza dopo i no, un mese e mezzo fa proprio di Francia e Olanda.

La situazione, in Europa, resta difficile. La crisi non è superata. Il Lussemburgo è il 13esimo stato membro a ratificare la costituzione. Due paesi, Belgio ed Estonia, provvederanno entro la fine dell’anno alla ratifica per via parlamentare e il sì sembra scontato. Ma sono ben 8 gli stati che hanno deciso di rinviare i referendum: Portogallo, Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca, Finlandia, Svezia, Polonia e Repubblica Ceca. Aspettano di capire come tira il vento prima di imbarcarsi in consultazioni popolari che rischiano di destabilizzare, prima ancora dell’Unione, i governi nazionali.