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Lussemburgo: vince il "sì": 56,52%, alta affluenza alle urne

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Lussemburgo: vince il "sì": 56,52%, alta affluenza alle urne

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Il Lussemburgo ha detto “sì” alla costituzione europea: 223.000 elettori erano chiamati ad esprimersi nel granducato, ha votato poco meno del 90% degli aventi diritto. Il risultato è netto, a favore del “sì”, e sarebbe stato con ogni probabilità ancor più netto se, un mese e mezzo fa, non fosse giunto il “no” da altri due paesi fondatori dell’Unione europea: Francia e Olanda. Jean Claude Juncker aveva minacciato di dimettersi da premier, qualora avesse vinto il “no” anche nel granducato: una scommessa apparentemente facile, la sua, perché il Lussemburgo è sempre stato considerato una roccaforte euro-entusiasta. Il “no” però è cresciuto notevolmente, e dai primi dati parziali sembrava addirittura che potesse spuntarla. Invece poi la situazione si è ribaltata, e il dato finale corrisponde a poco meno del previsto. L’alta affluenza alle urne, in linea con la tradizione lussemburghese che vede un’altissima partecipazione soprattutto quando si tratta di materie europee, dà maggior peso ad un “sì” destinato, nelle intenzioni, a stimolare il consenso negli altri paesi, soprattutto quelli grandi, notevolmente intimoriti dal risultato francese ed olandese ma anche dall’altissima astensione che si era registrata in occasione del referendum spagnolo, che pure ha portato all’approvazione del trattato costituzionale. Repubblica ceca, Danimarca, Irlanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito hanno tutti rinviato i referendum: per quanto numericamente limitato, il voto lussemburghese può ridar vigore al processo di ratifica della costituzione: lo hanno fatto finora tredici paesi (la gran parte per via parlamentare), e tra questi Italia e Germania.