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La giornata di terrore a Londra

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La giornata di terrore a Londra

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Il primo boato alle 8,49 nella City. Poi di seguito gli altri tre. A Londra sono andati distrutti autobus e treni, e sono state evacuate e chiuse le principali stazioni metropolitane a causa di un attentato terroristico.

Il bilancio e’ tragico: circa 40 morti e 700 feriti, tra cui alcuni molto gravi La giornata e’ appena iniziata quando avviene la prima esplosione, tra Moorgate e Liverpool Street. Dalla stazione di Aldgate East cominciano ad uscire i primi feriti, quelli che riescono a camminare con le loro gambe. Molte le autoambulanze che accorrono sul luogo per aiutare i feriti piu’ gravi. Tutti gli ospedali sono allertati per l’emergenza. Proprio appena fuori dalla stazione di Aldgate vengono allestiti i primi soccorsi, con tende e ospedali da campo. Le informazioni pero’ sono frammentarie.Inizialmente si pensa ad un guasto alla linea elettrica e a uno scontro tra treni. Poi ci sono altre esplosioni: la prima alla stazione di Edgware Road a nord est di Londra. E quindi a Travelstock place: un testimone raccontera’ che il suo bus e’ esploso e si e’ aperto come una scatola di sardine. Si teme il peggio. Il capo della polizia Jan Blair ufficilizza i sospetti, si tratta di: “Attentati coordinati”. La recente nomina da parte del comitato internazionale olimpico, di Londra come sede ufficiale dei Giochi del 2012, e il vicino vertice del G8 in corso a Gleneagles, in Scozia, avvallano il dubbio. Si parla di terrorismo, ma si esclude il coinvolgimento dell’Ira. La metropolitana chiude e le strade di Londra si svuotano. Su un sito Internet compaiono la rivendicazione e le minacce contro altri due paesi, Italia e Danimarca, di un gruppo legato ad al Qaida: il Gruppo Segreto della Jihad di al Qaida in Europa. Una volta ripristinato l’ordine a Londra vengono riaperte tre stazioni ferroviarie: quelle di Victoria, Euston e Paddington. Mentre restano chiuse St Pancras, Liverpool Street e King’s Cross. Il messaggio di solidarieta’ e cordoglio, che giunge da ogni parte del mondo e’ forte: una condanna del terrorismo e la riaffermazione del desiderio di non cedere alla violenza e all’estremismo.