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No alla brevettabilità dei software

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No alla brevettabilità dei software

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Il parlamento europeo ha respinto una direttiva che autorizzava la registrazione di software utilizzati per far funzionare un’invenzione, come il sistema Abs per frenare.

In discussione da ben quattro anni, il progetto ha ricevuto una sonora bocciatura con 648 voti contrari. E’ la seconda volta che la legge arriva a Strasburgo. In prima lettura il parlamento aveva già approvato numerosi emendamenti per limitare la brevettabilità dei programmi informatici, ma la commissione e gli stati europei avevano ignorato gli emendamenti e mantenuto la legge. Spiega il relatore del testo, l’ex premier francese Michel Rocard: “Cio’ che ha dato una tale ampiezza e un tale entusiasmo alla decisione di bocciare il progetto è stata la volontà del parlamento europeo di inviare agli stati membri e alla commissione un segnale forte: Non potete continuare a trattare il parlamento europeo in questo modo”. Il gran rifiuto del parlamento da ragione soprattutto ai piccoli programmatori che contestavano la legge, temendo che avrebbe istaurato un monopolio dei grandi gruppi nella tecnologia dell’informazione. Ora la patata bollente passa alla commissione europea che ha fatto sapere di essere pronta a riaprire il dossier ma solo su domanda degli eurodeputati. Senza un quadro europeo si continua ad applicare la convenzione di Monaco del ’73, che esclude la brevettabilità dei software e garantisce ai progammi informatici la tutela tramite il diritto d’autore. Nonostante cio’ alcuni software utilizzati per i telefonini o le lavatrici sono stati già registrati all’ufficio europeo brevetti, ci sono già 30 000 dossier di questo tipo.