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Olimpiadi 2012: la rivalità Parigi-Londra potrebbe fare il gioco di Madrid

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Olimpiadi 2012: la rivalità Parigi-Londra potrebbe fare il gioco di Madrid

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Jacques Chirac è a Singapore per sostenere la candidatura di Parigi per le olimpiadi del 2012. Domanda apparentemente fuori contesto, un giornalista vuol sapere se gli piace il roastbeef: “Sono venuto qui per sostenere una candidatura” risponde il presidente francese, non cedendo alla polemica.

L’attuale rivalità fra Londra e Parigi si riverbera su tutti palcoscenici internazionali, compresa la disputa per conquistare gli anelli olimpici. Domani il CIO sceglierà la città ospite dei giochi fra 7 anni. E mai il pressing sui membri del comitato olimpico è stato così forte. Il premier britannico Blair ha battuto tutti, incontrando, individualmente, diversi membri del Cio. Poi un delegato di Londra ha avanzato dubbi sull’adattabilità all’atletica dello Stade de France. Parigi ha chiesto una censura formale, per comportamento contrario al regolamento. Ma Blair non si è lasciato smontare: “Londra 2012 darà il meglio dello spirito olimpico”. Parigi e Londra partono favorite. Ma fra i due litiganti, si sa, si può sempre infilare qualcun altro. E l’incomoda outsider in questo caso potrebbe essere Madrid. Pure il capo del governo spagnolo Zapatero è volato a Singapore. Ha un progetto solido in tasca: la maggior parte dei siti sportivi sono già pronti. Le altre due città in lizza sono New York e Mosca. Per New York, il sindaco Bloomberg si è appellato al sostegno della locale senatrice in carriera Hillary Clinton, accompagnata da un folto gruppo di ex stelle dello sport, compresa la mitica ginnasta d’origine rumena Nadia Comaneci: “Non si può prevedere il futuro – dice Hillary Clinton – ma voi tutti lo sapete bene: siamo di nuovo qui 4 anni dopo l’attacco che abbiamo subito, ed io vi dico: New York è il posto giusto dove far svolgere le olimpiadi nel 2012. “ Ma non è tanto il timore di attentati a far precipitare le possibilità della grande mela, quanto la confusione con cui è stato portato avanti il progetto,con cambiamenti all’ultimo minuto. E poi c‘è la cenerentola Mosca. Le sue possibilità di ospitare di nuovo le olimpiadi, dopo quelle boicottate dalla metà del mondo nell’80, sono molto scarse, ma il sindaco della capitale russa Yuri Luskov ci vuole credere e dice: “Vedrete che sarò io a battere il record di salto in alto”. Secondo le previsioni della vigilia, tutte da verificare alla prova dei fatti, Parigi avrebbe il favore del presidente del CIO Rogge. Londra di una parte dei paesi arabi, Madrid del potente ex presidente del Cio Samaranch, New York conterebbe sui delegati asiatici e Mosca non si sa bene su chi.