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Brevettare o non brevettare i software?

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Brevettare o non brevettare i software?

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Ci vuole un brevetto per i software? I deputati europei voteranno mercoledí in seconda lettura su una direttiva controversa che fa discutere da quattro anni.

Attualmente in Europa i software sono tutelati dal diritto d’autore, gratuito, se la legge sarà approvata anche i programmi informatici potrebbero tutelati da un brevetto, a pagamento, come avviene già negli Stati Uniti. La proposta di direttiva prevede che siano brevettabili le invenzioni che utilizzano applicazioni su computer….oggi si va dal telefonino al sistema di freni Abs. Sulla questione il mondo dell’industria è diviso. Da una parte ci sono le piccole imprese che auspicano brevetti limitati alle sole invenzioni, lasciando il software di base senza protezione e a disposizione quindi di altri utenti. Dall’altra ci sono i grandi gruppi. Le grandi industrie sono favorevoli ad un sistema di brevetti che protegga l’invenzione ma anche gli stessi programmi. Eriksson, Nokia, Philips e Siemens hanno lanciato un appello agli eurodeputati perché approvino la direttiva. Due anni fa il progetto fu accolto da manifestazioni di protesta dei programmatori indipendenti, secondo cui la direttiva minaccia l’esistenza dei software liberi, impossibile per le piccole aziende sostenere i costi della registrazione del brevetto, fino a 50 000 euro. A favore della brevettabilità si sono schierati la maggior parte degli stati membri. Secondo alcuni calcoli, i costi dello sviluppo informatico per le aziende europee aumenterebbero del 18%. Ma per i sostenitori della legge, grazie allo sfruttamento dei brevetti sarà possibile finanziare la ricerca e l’innovazione.