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A Singapore il CIO si prepara a designare la città ospite delle olimpiadi 2012.

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A Singapore il CIO si prepara a designare la città ospite delle olimpiadi 2012.

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Tony Blair è a Singapore da 48 ore ed ha già incontrato, individulmente, diversi membri del Cio. Che combinazione, sua moglie Cherie era a Singapore per una conferenza nei giorni scorsi. Pare abbia parlato molto male di Parigi…

Mercoledì, a Singapore, i membri del Comitato olimpico internazionale sceglieranno la città sede dei giochi olimpici del 2012. E tutti i colpi sono permessi. Anche quelli che il regolamento, a priori, escluderebbe. Londra, Parigi, New York, Madrid e Mosca sono le città candidate. Parigi sembrava la favorita. Fino all’ultima offensiva di Londra. Il sindaco Bertrand Delanoe guida una delegazione che vedrà, da domani, anche il presidente Jacques Chirac: “La nostra équipe è impegnata a dare il meglio di sé. Non perde tempo a denigrare gli altri. Meglio così, perché queste sono le regole del CIO. Comunque, tutte le città in lizza sono attraenti e interessanti, ma ce n‘è una migliore delle altre”. Parigi parte favorita anche perché è già é stata due volte candidata sfortunata, ma ci sono gli outsiders con cui fare conti, come Madrid. La regina Sofia è già a Singapore, dove arriverà il capo del governo Zapatero. Quanto a New York, ha avuto dei problemi per definire il luogo dove costruire il nuovo stadio di atletica, ma ora sarebbe tutto a posto. Il sindaco MIchael Bloomberg: “I newyorkesi hanno mostrato che quando finiscono al tappeto, sanno rialzarsi e tutti voi avete visto come abbiamo rapidamente risolto la questione dello stadio. Non abbiamo fatto storie. abbiamo semplicemente tirato fuori un nuovo progetto”. Per Mosca, che fa la figura della cenerentola in quanto alle possibilità di vincere, il primo ministro Fradkov si è portato a Singapore la leggenda della ginnastica Larissa Latynina, record assoluto di medaglie nella storia delle olimpiadi. Il CIO comunicherà la sua decisione mercoledì. Subito dopo, i rappresentanti di 4 concorrenti su 5 si ritroveranno al G8 in Scozia. Ma i leader sconfitti hanno promesso che non la faranno pagare al vincitore.