ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Democrazia albanese alla prova delle urne. Sfida Nano-Berisha

Lettura in corso:

Democrazia albanese alla prova delle urne. Sfida Nano-Berisha

Dimensioni di testo Aa Aa

Quella di oggi è la sesta tornata elettorale che si svolge in Albania dalla caduta del regime di Enver Hoxha, ma tra tutte è la più importante. Il voto dei 2 milioni e 800mila elettori infatti misurerà il grado di sviluppo democratico del paese e dunque le effettive possibilità di proseguire nel processo di integrazione nell’Unione europea e nella Nato.

Da queste elezioni tuttavia dipende anche la sopravvivenza politica del primo ministro uscente, il socialista Fatos Nano, che su una riconferma ha puntato tutte le sue carte. Il primo ministro ha promesso di abbandonare la vita politica in caso di sconfitta. I sondaggi danno a Nano al 34 per cento, appena un punto sotto l’ex presidente Sali Berisha, che dopo aver portato il paese sull’orlo della guerra civile nel 97, torna ora in corsa proponendosi come una forza del cambiamento. Ago della bilancia potrebbe alla fine essere l’ex premier Ilir Meta, oggi alla testa di un Movimento per l’integrazione socialista. Meta non ha escluso un accordo con Fatos Nano, sebbene tra i due le relazioni siano fredde. Sui 4.700 seggi distribuiti in tutto il paese vigilano anche gli osservatori dell’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione in Europa, e quelli del Parlamento europeo e di altre organizzazioni. In quello che rimane uno dei paesi più poveri e con i più alti indici di uso delle armi del continente europeo, la campagna elettorale, seppur meno aspra di quelle passate, ha registrato alcuni incidenti. Il più grave è accaduto in un villaggio a 40 chilometri dalla capitale, Mamarras. Qui gruppi di simpatizzanti socialisti e democratici si sono affrontati, armi alla mano. Per fortuna nessuna vittima.