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E' sfida aperta tra i coloni oltranzisti e il premier israeliano Sharon


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E' sfida aperta tra i coloni oltranzisti e il premier israeliano Sharon

Si infiamma la sfida a distanza tra il premier israeliano Ariel Sharon e i coloni ultranazionalisti che si oppongono al ritiro dalla striscia di Gaza. Il capo del governo di Tel Aviv ha mandato un segnale forte agli irriducibili che in questi giorni stanno resistentendo ai soldati di Tsahal. “Gli attacchi contro l’esercito devono cessare ha detto parlando all’esecutivo dell’Agenzia ebraica questi estremisti violano la legge e mettono a rischio l’esistenza di Israele quale stato ebraico democratico”.

Il piano Sharon prevede il ritiro israeliano entro il mese di agosto da ventuno insediamenti della Striscia di Gaza e da quattro in Cisgiordania. Ma l’arrivo delle prime ruspe nella colonia di Gush Katif la scorsa domenica ha fatto esplodere le proteste dei coloni, a cui si sono affiancati decine di attivisti di estrema destra venuti a dar manforte da tutta Israele. I disordini sono continuati oggi quando un gruppo di ultranazionalisti israeliani di Gush Kattif ha cercato di prendere possesso di un edificio in un vicino villaggio palestinese. Anche in quest’occasione i soldati israeliani sono dovuti intervenire con la forza. La spaccatura in seno alla società ebraica anche se la maggior parte della popolazione è favorevole al ritiro si riflette anche tra le forze armate. La corte marziale israeliana ha condannato a due mesi di carcere il soldato ebreo americano che domenica si era rifiutato di partecipare di cacciare i coloni dalle loro case.
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