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La Russia straccia l'accordo sulle frontiere con l'Estonia

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La Russia straccia l'accordo sulle frontiere con l'Estonia

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Vicine geograficamente, di nuovo lontane diplomaticamente. E’ riesplosa all’improvviso la controversia sulla frontiera comune tra Russia e Estonia. Mosca ha annunciato la disdetta dell’accordo concluso con Tallin lo scorso 18 maggio al termine di una lunga e complessa trattativa.

Il Cremlino non ha gradito che il parlamento estone abbia modificato il testo dell’intesa inserendo due clausole riguardanti il riconoscimento dell’occupazione da parte dell’Armata rossa nel 1940 e l’annessione del 1944 in seguito all’invasione nazista. Modifiche che la Russia ha giudicato inaccettabili. Stamane il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov ha convocato l’ambasciatore estone a Mosca al quale ha comunicato che a causa delle variazioni apportate, il testo è da ritenersi nullo.“E’ grazie alla vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale se oggi queste discussioni sono possibili”, ha detto alla conferenza per i sessant’anni della sconfitta della Germania nazista. L’Estonia così come la Lettonia chiede il riconoscimento dell’occupazione russa, il capo del Cremlino Vladimir Putin rifiuta in modo categorico sostenendo che le scuse sono già state fatte nel 1989 dal Soviet Supremo. I rapporti con le tre ex repubbliche sovietiche entrate di recente nell’Unione europea (con la Lituania le divergenze sui confini sono state chiarite da tempo) rimangono tesi.