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L'UE attende le prossime mosse dell'Iran dopo l'elezione di Ahmadinejad

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L'UE attende le prossime mosse dell'Iran dopo l'elezione di Ahmadinejad

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L’Unione Europea è in attesa: dopo le preoccupazioni espresse sul nuovo Iran del presidente ultraconservatore Ahmadinejad, la comunità internazionale si mostra aperta al dialogo, ma ferma nelle proprie convinzioni, soprattutto sul nucleare. L’alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, Javier Solana: “La cosa migliore da fare è aspettare e vedere in che modo le parole verranno tradotte in fatti. Ho i miei dubbi sulle modalità con cui si sono svolte le elezioni, comunque, voglio aspettare e vedere azioni, piu’ che parole”. Sul nucleare, fa sapere Solana, non si faranno concessioni:

“Voglio parlare chiaro. Non verrà accettato niente, assolutamente niente che non rispetti l’accordo di Parigi”. Si tratta dell’intesa di novembre nella quale Teheran si impeganva con l’UnioneEuropea a sospendere temporaneamente il programma di arricchimento dell’uranio. Sullo stesso tono la reazione del premier britannico Tony Blair: “Ovviamente stiamo osservando con molta attenzione quanto sta accadendo con il nuovo presidente iraniano. Siamo fermamente convinti che l’Iran abbia degli obblighi da rispettare e farebbe un grave errore se pensasse che saremo flessibili sul nucleare”. Di fatto la Gran Bretagna si aspetta che il prossimo governo iraniano rispetti gli impegni assunti da quello uscente. Ahmadinejad invece, dopo la sua vittoria alle presidenziali di venerdi’, ha dichiarato che l’Iran ha bisogno del nucleare per scopi civili e non intende rinunciarvi. Pur assicurando di non voler chiudere il dialogo con la comunità internazionale, ad eccezione di Israele e di quei paesi che abbiano pregiudizi su Teheran, il nuovo capo di stato è pronto a difendere con i denti quelli che definisce diritti e necessità del paese, affermando di non aver bisogno degli Stati Uniti. A fine luglio l’Europa presenterà a Teheran nuove proposte di incentivi politici, economici e tecnologici per compensare e mantenere il blocco dell’arricchimento dell’uranio.