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Londra contro Parigi e Berlino. La battaglia sul bilancio è appena iniziata

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Londra contro Parigi e Berlino. La battaglia sul bilancio è appena iniziata

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Tutti d’accordo sulla necessità di un compromesso, ma nessuno è pronto a fare il primo passo. La battaglia sul bilancio europeo arroventa le relazioni tra l’asse franco-tedesco e la Gran Bretagna. A Parigi Jacques Chirac ha ricevuto all’Eliseo il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder per definire una linea comune in vista del vertice europeo della settimana prossima, quando si dovrà trovare un’intesa sulla legge finanziaria 2007-2013.

“Siamo pronti ad avanzare verso un compromesso costruttivo, ma bisogno essere chiari- ha dichiarato Schroeder. Non puó essere un processo unilaterale, una domanda unilaterale verso la Germania e la Francia, tutti devono fare un gesto” Un gesto per superare una fase di profonda crisi, aperta dal no francese e olandese alla costituzione. Il presidente della repubblica Chirac preme per il rigore e difende i sussidi agricoli, di cui la Francia è la prima beneficiaria. “Non possiamo aumentare eccessivamente le spese europee. Si impone un’esigenza di solidarietà, che è nello spirito stesso dell’Unione europea, ma bisogna rispettare gli impegni presi in passato, penso in particolare, credo che capiranno tutti, agli impegni presi nel 2002 riguardo alla politica agricola comune” Tre anni fa sono stati fissati i tetti di spesa per l’agricultura fino al 2013 Impossibile riaprire il dibattito secondo Francia e Germania. Un messaggio diretto in particolare a Londra. Schroeder e Chirac vogliono eliminare il cosidetto sconto britannico, un rimborso di oltre 4 miliardi di euro, che la Gran Bretagna riceve al posto dei sussidi agricoli. Ma il premier Blair che ha incontrato il presidente del parlamento europeo Borrel, non ne vuole sentir parlare. “Se non ci fosse stato questo sconto negli ultimi dieci anni, il contributo al bilancio europeo della Gran Bretagna sarebbe stato 15 volte- ben 15 volte superiore a quello della Francia, eccco perché c‘é lo sconto. Ma se si dovesse riaprire il discorso sulla politica agricola comune, naturalmente potremmo ridiscutere adeguatamente tutto. Non si puó sollevare solo una parte del dibattito sullo sconto britannico e trascurare il resto”. La presidenza lussemburghese ha presentato un budget piú limitato di 875 miliardi di euro, che taglia soprattutto i fondi regionali. L’Italia è pronta ad utilizzare il veto, perderebbe 8 miliardi di euro.