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Francia, Chirac corteggia gli elettori ma i No aumentano

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Francia, Chirac corteggia gli elettori ma i No aumentano

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Ultimo giorno di campagna referendaria oggi in Francia. Il fronte del Sì alla costituzione europea ha visto mobilitarsi anche europarlamentari e volontari da altri paesi.

Domenica si vota. Per tentare di scongiurare un No motivato da ragioni interne, il presidente della repubblica Jacques Chirac ha lasciato intendere di essere disponibile a un cambio di governo e di rotta politica. “La bocciatura del trattato sarebbe vista dagli europei come un No all’Europa – ha detto Chirac – Questo aprirebbe un periodo di divisioni, dubbi, incertezze. E’ un’illusione credere che l’Europa ripartirà meglio di prima con un altro progetto, perché non c‘è un altro progetto”. Per Chirac, che ieri si è rivolto alla nazione per l’ultima volta, la vittoria del No sarebbe un clamoroso smacco ma il capo dello stato ha sempre detto chiaramente che non si dimetterà. I comunisti accusano il presidente di utilizzare la paura come unico argomento.Dice Marie-George Buffet: “Gli elettori non votano perché sono angosciati. Sono persone che votano perché vogliono costruire un’altra Europa, un’Europa del progresso sociale e della democrazia”. “Questa volta è No”, si legge sui manifesti rossi. E, stando a tredici sondaggi consecutivi, non è solo uno slogan politico ma la previsione di un risultato. Contro la costituzione – giudicata da molti francesi anti-sociale e troppo liberista – dovrebbero votare tra il 54% e il 55% degli elettori. E i No starebbero aumentando.