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Egitto, domani alle urne per la modalitä di elezione del presidente

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Egitto, domani alle urne per la modalitä di elezione del presidente

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Un passo verso la democrazia secondo il governo, una farsa secondo l’opposizione. Domani in Egitto 32 milioni e mezzo di elettori dovranno pronunciarsi sull’emedamento alla costituzione voluto da Hosni Moubarak riguardo all’elezione del presidente della Repubblica.

L’emendamento all’articolo 76 permetterà per la prima volta l’elezione a suffragio universale diretto e segreto del presidente. E’ stata votata il dieci maggio da una schiacciante maggioranza dell’assemblea del popolo. Un assemblea dominata da 24 anni dal Partito nazionale democratico di Moubarak. Secondo la riforma ai candidati servirà il sostegno di 250 eletti locali o nazionali: un traguardo impossibile per l’opposizione, che vuole boicottare lo scrutinio. Tra loro I fratelli musulmani, un partito illegale ma tollerato, vittima recentemente di una campagna di arresti da parte delle autorità egiziane.“Non è un vero referendum – dice un rappresentante del partito – è una farsa. E’ un tentativo da parte del governo di restare al potere a dispetto della volontà popolare”. Per le strade alcuni egiziani non nascondono il loro scetticismo nei confronti di un quinto mandato per Mubarak. “Stiamo affrontando un periodo difficile. Dobbiamo capire il valore della democrazia per il nostro paese“Altri si chiedono: “Chi sarebbe la persona che gode del sostegno di un terzo dell’assemblea, a parte il presidente stesso?”. L’unico candidato – denuncia infatti l’opposizone – potrebbe essere, se non Mubarak, suo figlio Gamal, protagonista all’ombra del padre di una notevole carriera politica dal 95 a oggi. Già banchiere, è ora il numero tre del partito di governo ed è molto vicino al mondo degli affari statunitense. E proprio dagli Stati Uniti arriva l’approvazione della riforma voluta da Moubarak, portata di persona al Cairo dalla first lady Laura Bush: “Sono molto felice dell’idea di elezioni in Egitto, elezioni presidenziali. Penso sia un primo passo saggio verso la democrazia”.L’appoggio statunitense alle riforme intraprese dal governo incoraggia i sostenitori di Mubarak. Tuttavia le dichiarazioni di Laura Bush, assieme al referendum di domani hanno esasperato chi denuncia l’illusione democratica egiziana.