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Iraq, attentati a catena. Le forze d'occupazione arrestano 300 iracheni

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Iraq, attentati a catena. Le forze d'occupazione arrestano 300 iracheni

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A Baghdad è stato preso di mira un ristorante nel quartiere sciita di Jamila, nel nord della città, e nell’ora di pranzo. Il locale era abitualmente frequentato da operai della vicina zona industriale.

Lo scoppio, causato da una autobomba giunta nel parcheggio riservato ai clienti, ha provocato almeno 9 morti, e più di 100 feriti. Poche ore prima, sempre a Baghdad, nel quartiere residenziale di al-Mansour, in seguito ad un agguato erano rimasti uccisi il generale Wahel al-Rubei e il suo autista. Il generale era uno dei massimi responsabili della sicurezza per conto del primo ministro al-Jaafari. L’azione è stata rivendicata con un comunicato comparso sul web dalla cellula di al-Qaida che si firma come “Organizzazione per la guerra santa in Mesopotamia”. Altri attentati si registrano a Samarra – due soldati iracheni morti in tre attacchi kamikaze – e nella zona di Kirkuk, dove un attentatore suicida ha fatto sette vittime facendosi esplodere davanti agli uffici amministrativi. La reazione delle forze di occupazione alla crescente pressione della guerriglia ha portato all’avvio di operazioni di rastrellamento. Attorno al distretto di Abu Ghraib, nella periferia della capitale, sono stati arrestati oltre 300 iracheni, sospettati di far parte della resistenza armata.