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Reazioni negative alla proposta lussemburghese per la Finanziaria 2007-2013

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Reazioni negative alla proposta lussemburghese per la Finanziaria 2007-2013

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Le sforbiciate al bilancio proposte dalla presidenza lussemburghese nel documento di programmazione finanziaria per il 2007-2013 sollevano reazioni negative nei quattro angoli dell’Unione europea. Dalla Polonia, i rappresentanti delle regioni e città dell’Ue, hanno difeso strenuamente la quota di fondi destinati alla politica di coesione, tra le più minacciate dai tagli.

La presidenza lussemburghese tuttavia punta ad un accordo entro giugno, prima del passaggio del testimone alla Gran Bretagna “Cercheremo di trovare un compromesso equo ha detto Jean Marie Halsdorf, ministro dell’interno del Granducato ma non tutti potranno essere accontentati al cento per cento”. Un ottimismo non condiviso da Gran Bretagna, Francia, Germania, Olanda, Svezia e Austria che vogliono mantenere il contributo al bilancio Ue all’un per cento del prodotto nazionale lordo. L’esecutivo europeo punta invece all’uno virgola quattordici per cento. “La proposta del Lussemburgo avrebbe conseguenze sulla politica di coesione regionale e su tutto il sistema degli aiuti ha spiegato Danuta Hübneer, commissario europeo alla politica regionale ed è per questo che la proposta non incontra le attese della commissione”. Da Londra, dove ha incontrato il premier britannico Tony Blair, il presidente dell’esecutivo europeo José Manuel Barroso si è detto deluso dalla proposta della presidenza lussemburghese che si è anche esperssa a favore del congelamento del rimborso annuale di quattro miliardi e mezzo di euro a cui Londra ha diritto in virtù di minori sussidi che riceve.