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Festival musicale Eurovisione: l'Ucraina si prepara per il gran finale di sabato

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Festival musicale Eurovisione: l'Ucraina si prepara per il gran finale di sabato

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L’Ucraina entra in Europa a suon di musica. L’edizione di quest’anno dello spettacolare festival musicale Eurovisione viene infatti ospitata dalla città di Kiev, che già da una settimana si prepara al gran finale di domani che verrà seguito da oltre 100 milioni di telespettatori in tutto il mondo.Trentanove i paesi in gara, con artisti tra i piu’ eclettici del momento.“Sono contenta che si tenga qui il festival – commenta questa ragazza – E’ un bel colpo per il nostro paese. Sarebbe bello se vincessimo anche quest’anno”.“Il festival di Eurovisione dà al nostro paese la possibilità di dimostrare che facciamo parte dell’Europa.Ingenti le misure di sicurezza dispiegate nelle strade della capitale. Nei pressi del palazzo dello sport, sede del mega concerto, non sono mancati momenti di tensione per le proteste contro gli organizzatori del festival e contro il presidente Viktor Iushenko, accusato dai sostenitori del suo ex rivale filorsso Viktor Ianukovic, di voler strumentalizzare politicamente questo evento, facendo rivivere lo spirito rivoluzionario di piazza dell’Indipendenza.Di fatto per l’Ucraina, reduce dalla pacifica rivoluzione arancione dello scorso dicembre, si tratta della prima grande vetrina a livello mondiale. Un’occasione – secondo il nuovo presidente Viktor Iushenko – per presentarsi come un paese al 100% europeo. Kiev è stata scelta come sede della 50esima edizione del festival dopo la vittoria dell’anno scorso in Turchia della famosa artista ucraina Ruslana, diventata l’icona della rivoluzione arancione.Tra le centinaia di artisti in gara – ballerini e cantanti dei generi musicali piu’ disparati – sembrano essere due i paesi favoriti per il gran finale di domani sera: Norvegia e Grecia.Di fronte all’impennata strepitosa dei prezzi degli alberghi, gli organizzatori hanno deciso di allestire oltre tremila tende sulle sponde del fiume Dniepr per accogliere le migliaia di visitatori al prezzo politico di dieci euro a notte.