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Il deputato Galloway negli Usa respinge ogni coinvolgimento nello scandalo Oil-for-food

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Il deputato Galloway negli Usa respinge ogni coinvolgimento nello scandalo Oil-for-food

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“Non sono mai stato un mercante di petrolio e queste accuse sono montate di sana pianta”. È rabbiosa la difesa del deputato britannico Charles Galloway che ha reso la sua testimonianza davanti alla sottocommisione del senato americano che lo accusa di aver intascato milioni di dollari grazie al programma umanitario dell’Onu in Iraq, petrolio in cambio di cibo. Le accuse contro Galloway sono particolarmente infamanti. Non solo gli viene rinfacciata malversazione, ma anche di aver utilizzato come copertura per le transazioni illegali una fondazione di beneficenza per una bambina leucemica di 4 anni. “È surreale ascoltare in quest’aula che io avrei dato del denaro a Saddam Hussein. È una buffonata. Non ho mai visto, né posseduto, né venduto un solo barile di greggio e nessuno lo ha mai fatto a nome mio”.

La sottocommissione non ha però fatto marcia indietro anzi, ha rincarato la dose con nuovi testimoni. Galloway ha contrattaccato accusando l’America di aver chiuso tutti e due gli occhi su quelle industrie statunitensi che hanno collaborato con il regime di Saddam. “Non avete nulla contro di me”, ha detto Galloway, “solo il mio nome su alcune liste che vi arrivano dall’Iraq. Prove create ad arte dal governo-fantoccio che avete insediato a Baghdad”. Il programma dell’Onu “petrolio in cambio di cibo” rimase in vigore dal 1999 al 2003. Avrebbe dovuto alleggerire le sanzioni contro l’Iraq di Saddam Hussein che colpivano soprattutto la popolazione civile. Milioni di barili di greggio furono invece venduti sottobanco aggirando il programma.