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Gruppo criminale rivendica il rapimento di Clementina Cantoni

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Gruppo criminale rivendica il rapimento di Clementina Cantoni

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Le vedove afghane si mobilitano per la liberazione di Clementina Cantoni. La giovane donna, che lavorava per l’organizzazione britannica Care International, si occupava della condizione di migliaia di vedove impoverite da anni di guerra. Oggi loro ne hanno chiesto l’immediato rilascio.

La Cantoni è stata rapita ieri a Kabul verso le 20,30 ora locale. Secondo la polizia un gruppo criminale ha rivendicato il sequestro e ha chiesto in cambio la liberazione di tre prigionieri afghani. Fonti governative sono più caute: “Non possiamo dire molto, ha detto il portavoce del presidente afghano Karzai, abbiamo altre informazioni ma non possiamo diffonderle perché temiamo per l’incolumità di Clementina Cantoni.”

A Care International, il responsabile della sede di Kabul racconta la dinamica del rapimento. “Quattro uomini armati di Kalashnikov sono scesi da una Corolla bianca, hanno aperto la portiera dell’auto su cui viaggiava Clementina e l’hanno portata via con la forza.”

La Cantoni, 32 anni, milanese, lavorava nel settore umanitario da una decina d’anni. Era in Afghanistan dal 2002. Si occupava di distrubuzione di generi alimentari, e progetti legati all’infanzia e la maternità. Già lo scorso ottobre erano stati sequestrati in Afghanistan da una banda criminale tre funzionari dell’Onu. Prima del rilascio i malviventi avevano minacciato di uccidere gli ostaggi se non fossero stati liberati alcuni prigionieri fondamentalisti islamici.