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Ocalan: per la Corte europea dei diritti umani "non equo" il processo del 1999

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Ocalan: per la Corte europea dei diritti umani "non equo" il processo del 1999

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I curdi festeggiano oggi una nuova vittoria sul governo di Ankara: la Corte europea dei diritti umani ha giudicato “non equo” il processo che nel 1999condannò per terrorismo il leader del Pkk Abdullah Ocalan. I giudici di Strasburgo confermano così il giudizio di condanna emesso nel 2003 e chiedono la ripetizione del processo.

Un giudizio non vincolante, ma che cade come una tegola sul governo Erdogan a pochi mesi dall’avvio dei negoziati di adesione della Turchia all’Unione europea.L’Akp, il partito al governo, pur esprimendo i propri timori che la sentenza provochi un’esplosione di nazionalismo antieuropeista, ha già fatto sapere che si adeguerà alle richieste della Corte.

Sotto accusa, la presenza durante il processo di un magistrato militare e la violazione dell’articolo della Convenzione dei diritti umani che proibisce la tortura.Il leader separatista, arrestato in Kenya nel 1999, fu condannato a morte, una condanna commutata in carcere a vita nel 2002, quando fu abolita la pena capitale, una delle riforme richieste da Bruxelles per potersi candidare all’adesione. La Turchia considera Ocalan responsabile della morte di oltre 30 mila persone nella guerra civile che insanguinò il paese tra il 1984 e il 1999.