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Un trionfo per Putin la commemorazione per il 60° dal dopo-guerra

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Un trionfo per Putin la commemorazione per il 60° dal dopo-guerra

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Fuochi d’artificio, una parata maestosa, la presenza dei principali leader della Terra: a Mosca si è festeggiato così il 60° anniversario della fine della seconda guerra mondiale. Per il presidente Vladimir Putin è stato un successo. Con questa manifestazione è riuscito allo stesso tempo a proiettare l’immagine di una Russia grande potenza mondiale e a minimizzare i dissensi.

La sfilata che in mattinata ha visto la partecipazione di migliaia di militari e reduci è tornata sui maxi-schermi la sera. Nella capitale, come ogni 9 maggio, è risuonato l’inno della vittoria, intonato da Lev Leshenko. Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, il presidente americano George Bush e il premier italiano Silvio Berlusconi. Anche il presidente della Confederazione Elvetica Samuel Schmid ha partecipato, in rappresentanza di uno dei pochi paesi rimasti neutrali durante il conflitto. I capi di stato e di governo hanno deposto un fiore sulla tomba del milite ignoto, in omaggio ai ventisette milioni di morti sovietici. Putin ha ricordato il ruolo dell’Unione Sovietica nella vittoria contro il nazismo. Un discorso celebrativo e consensuale, in parte tuttavia incrinato dal boicottaggio di alcuni paesi. I capi di stato di Lituania e Estonia non hanno partecipato: per i paesi baltici l’arrivo dell’Armata Rossa significò l’inizio dell’occupazione stalinista. Le auspicate scuse per quel periodo non sono arrivate nemmeno ieri.