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Tempo di lavoro, mercoledi in parlamento le modifiche alla direttiva

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Tempo di lavoro, mercoledi in parlamento le modifiche alla direttiva

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Gli eurodeputati affronteranno mercoledi in prima lettura il voto sulle modifiche alla direttiva sul tempo di lavoro. Secondo molti sarà l’occasione di verificare il ruolo che può giocare il parlamento nella difesa del “modello sociale europeo”.

Il tema è spinoso. Il testo di riforma, presentato dalla Commissione a settembre scorso non piace ai sindacati, che lo hanno bollato di surrealismo, e trova i singoli paesi membri divisi tra loro. La definizione dell’orario settimanale di lavoro spetta alla legislazione nazionale, e le differenze tra i 25 non sono lievi. In base al progetto di riforma il tetto massimo settimanale è fissato in 48 ore e non sarà più possibile derogare a questo limite, come avviene finora ad esempio in Gran Bretagna grazie al ricorso agli accordi individuali; accordi che la riforma in discussione vuol rendere illegali. Il progetto della Commissione interviene anche sul tempo di riposo trascorso sul luogo di lavoro – una questione di grande importanza nel settore sanitario – proponendo di non considerarlo, come fa la giurisprudenza europea, tempo di lavoro, seppur permettendo ai singoli paesi membri in sede di contrattazione collettiva di decidere diversamente.