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"Iraq crocevia del terrorismo": le difficoltà del nuovo ministro alla difesa

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"Iraq crocevia del terrorismo": le difficoltà del nuovo ministro alla difesa

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I nuovi cinque ministri del governo iracheno hanno prestato giuramento. Il parlamento ieri aveva approvato la nomina degli ultimi sei componenti mancanti all’esecutivo, ma uno di loro non ha accettato l’incarico. Si tratta di Hisham al-Shibli, nominato ministro dei diritti umani, che ha rifiutato perché, ha detto, è stato scelto solo in quanto arabo sunnita.Sunnita come un altro ministro appena designato, in un posto chiave, alla difesa. Una nomina molto sofferta, perché Saadoun Al-Duleimi è un ex ufficiale di Saddam Hussein, pur avendo vissuto in esilio in Arabia Saudita dal 1984. Al passaggio delle consegne, Al-Duleimi ha identificato nella sicurezza la priorità assoluta in Iraq. “Penso anche – ha detto – che l’Iraq sia diventato il crocevia del terrorismo internazionale e per questa ragione le sofferenze del governo e del popolo iracheno saranno molto maggiori che in altri paesi”.Il nuovo ministro della difesa è originario della provincia occidentale di Anbar, confinante con la Siria. Proprio qui è attualmente in corso un’offensiva americana, nella quale sarebbero stati uccisi 75 ribelli in 24 ore. Ribelli che negli ultimi tre mesi di incertezza politica hanno moltiplicato gli attacchi. Solo dal 28 aprile, data dell’annuncio della formazione parziale del nuovo governo, sono morte almeno 300 persone. Nell’ultimo attentato mortale, stamattina a Bagdad, sono rimasti uccisi almeno tre iracheni.