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Iraq: ancora fumata nera per il governo, uno dei ministri nominati rifiuta

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Iraq: ancora fumata nera per il governo, uno dei ministri nominati rifiuta

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Sono andate deluse, ieri, le speranze che la lunga attesa di un governo legittimo in Iraq fosse terminata. Il premier Jaafari ha annunciato la nomina degli ultimi sei ministri mancanti, ma uno di loro non ha accettato l’incarico. La squadra di governo resta quindi incompleta tre mesi dopo le elezioni, anche se sono stati finalmente assegnati i posti chiave alla difesa e al petrolio. A restare vacante è invece il dicastero dei diritti umani. Il prescelto, Hisham al-Shibli, ha spiegato così le ragioni del rifiuto: “Prima di tutto non sono stato consultato, anzi ho saputo della mia nomina dalla televisione, e in secondo luogo sono stato scelto solo perché sunnita”.

Una situazione d’instabilità nella quale prosperano caos e violenze. Anche oggi un’autobomba ha ucciso quattro persone a Bagdad. Poco dopo è giunta la notizia di un’offensiva americana nella provincia occidentale di Anbar, nella quale sarebbero stati uccisi 75 ribelli in 24 ore. Stamattina è partito per Bagdad il leader spirituale della comunità islamica australiana, lo sceicco Taj El-Din Al Hilaly, nel tentativo di salvare l’ostaggio australiano Douglas Wood. Wood è dal 1° maggio nelle mani dei sequestratori, che hanno dato tempo al governo di Canberra fino a domani mattina per ritirare le truppe dall’Iraq.