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Il Giappone pronto a rivolgersi all'ONU contro la Corea del Nord

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Il Giappone pronto a rivolgersi all'ONU contro la Corea del Nord

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La minaccia nucleare della Corea del Nord e la situazione dei diritti umani a Myanmar hanno dominato il primo giorno del vertice dell’ASEM. A Kyoto, in Giappone, i ministri degli esteri europei dei venticinque si sono riuniti con i rappresentanti di tredici paesi asiatici.

Dopo lo stallo di quasi un anno dei negoziati multilaterali per frenare le ambizioni nucleari della Corea del Nord, il Giappone minaccia ora di rivolgersi al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Primo passo verso l’adozioni di sanzioni. A febbraio Pyongyang ha annunciato di aver l’arma nucleare ed ora rifiuta di tornare al tavolo delle trattative. L’Unione europea, da parte sua, ha sollevato il problema dei diritti umani nell’ex Birmania, Myanmar. E’ stata presentata una lista di prigionieri politici tra cui la leader dell’opposizione birmana Aung San Suu Kyi di cui l’Europa chiede la liberazione immediata. Il commissario alle relazioni esterne Benita Ferrero Waldner ha assicurato nuovi aiuti umanitari se la democrazia farà progressi nel paese. “Saremo esigenti sulla questione del rilascio del premio Nobel per la pace AungSan Su Kyii e degli altri prigionieri- dice Benita Ferrero Waldner- vogliamo che il congresso nazionale sia aperto a tutti i partiti politici” Il commissario europeo non ha voluto incece commentare l’ipotesi di revoca dell’embargo alla Cina. Il Giappone è nettamente contrario e chiede all’Europa mantenere il divieto di vendere armi alla Cina. L’incremento del budget cinese alla difesa spaventa Tokyo.