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Cina e opposizione tawainese dicono no all'indipendenza dell'isola

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Cina e opposizione tawainese dicono no all'indipendenza dell'isola

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I nemici di una volta si sono stretti la mano. In uno storico incontro i leader del partito comunista cinese e del partito nazionalista in esilio a Taiwan, si sono ritrovati per la prima volta dalla fine della guerra civile nel 1949.

A Pechino il presidente cinese Hu Jintao ha accolto con gli onori di un capo di Stato Lien Chan principale esponente dell’opposizione di Taiwan, territorio che i dirigenti comunisti considerano parte intengrante della Cina. E la dichiarazione finale sembra dare ragione a quanti sull’isola accusano Lien di essere un traditore: i due leader hanno detto di essere opposti a una eventuale dichiarazione d’indipendenza da parte di Taiwan, e hanno auspicato rapporti commerciali più stretti. Con questa apertura ai nazionalisti taiwanesi, i dirigenti cinesi cercano didestabilizzare la politica pro-indipendentista del presidente Chen Shui-bian. Quest’ultimo ha criticato la visita di Lien, perché decisa contro la volontà della maggioranza del popolo taiwanese. Le prossime elezioni presidenziali a Taiwan si terranno nel 2008 alla vigilia delle olimpiadi di Pechino. In vista di questa scadenza la Cina spera di trovare un accordo con l’isola escludendo un ricorso ad opzioni militari.