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Elezioni britanniche: Blair ancora sotto attacco sul dossier iracheno

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Elezioni britanniche: Blair ancora sotto attacco sul dossier iracheno

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A una settimana dalle elezioni politiche in Gran Bretagna la questione irachena continua a imbarazzare Tony Blair. Il primo ministro, messo alle strette, ha renso pubblico il documento del procuratore generale sulla legittimità dell’intervento militare in Iraq. In questo rapporto, tenuto segreto, lord Goldsmith scrisse a Blair che la decisione di attaccare avrebbe avuto copertura legale solo con una seconda risoluzione dell’Onu. Ma dieci giorni dopo un altro documento trasmesso al parlamento definiva la guerra “perfettamente legale”.

“Nonostante quello che c‘è sui giornali – ha spiegato Blair – lord Goldsmith ha dato il suo OK all’intervento sia il sette che il diciassette marzo”. L’opposizione però chiede adesso di spiegare che cosa sia successo nei dieci giorni tra il primo e il secondo documento. I conservatori di Michael Howard accusano Blair di aver mentito al Parlamento, e di aver fatto pressioni su Lord Goldsmith affinchè cambiasse posizione. “La questione irachena – ha attaccato Howard – si può riassumere in un punto che è la radice di tutto il resto: se non puoi fidarti di Blair quando decide di portare il Paese in guerra, la decisione più importante che un primo ministro può assumere, come si fa a dargli ancora fiducia su altre questioni”. Dello stesso tono le richieste di Charles Kennedy, segretatrio dei liberaldemocratici, terza forza politica del Paese: “È imperativo una volta per tutte che Tony Blair chiarisca all’opinione pubblica britannica quello che è avvenuto nel corso di quei dieci giorni”.