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L'Alta Corte di Londra boccia il ricorso dei genitori di Charlotte

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L'Alta Corte di Londra boccia il ricorso dei genitori di Charlotte

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Basta all’accanimento terapeutico per la piccola Charlotte. L’ha deciso l’Alta Corte di Londra che ha respinto la richiesta dei genitori della bambina nata un anno e mezzo fa, al sesto mese di gravidanza.

La più alta istanza giudiziara britannica ha confermato la sentenza dell’ottobre 2004 con la quale un giudice aveva autorizzato i medici dell’ospedale di Portsmouth a non praticarle la rianimazione. Questa la reazione a caldo della portavoce della struttura sanitaria: “Non sarebbe nell’interesse di Charlotte morire al termine di una cura aggressiva e inutile. Questa sentenza permette di somministrarle le migliori cure possibili senza far aumentare le sue sofferenze”. Il giudice dell’alta corte si è comunque riservato la possibilità di rivedere questa decisione ad ottobre se le condizioni di Charlotte miglioreranno. “Il giudice ha espresso una certa inquietudine rispetto alla sorte di Charlotte – ha detto l’avvocato della famiglia -. Ha voluto dire che il caso deve restare sotto stretta sorveglianza. Da qui nasce la possibile revisione del giudizio”. Charlotte, che alla nascita pesava 450 grammi, ha una malattia respiratoria cronica ed una situazione neurologica gravemente compromessa. Le sue condizioni sono subito apparse disperate ma i genitori, ferventi cristiani, hanno sempre rifiutato di gettare la spugna.