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L'altalena dei prezzi del petrolio continua, anche se non cambiano granchè le

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L'altalena dei prezzi del petrolio continua, anche se non cambiano granchè le

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prospettive dell’economia mondiale. Se la quotazione del greggio a New York è ai minimi da quattro mesi, il trend leggermente al ribasso colpsce anche il mercato di Londra. Qui il valore del Brent vale poco piu di 50 dollari il barile. Un ribasso che è dovuto a numerosi fattori quali la domanda in calo viste le condizioni climatiche e l’aumento delle riserve negli Stati Uniti. Al di là dell’Atlantico gli stock di oro nero sono superiori dell’8% rispetto all’anno scorso.

La riunione dei paesi del G7 si è chiusa con un invito pressante a tutti paesi produttori di petrolio affinchè l’aumento dei barili sia costante e non solo limitato a quelli dell’Opec. Oggi con un prezzo superiore ai 50 dollari il barile potrebbe rallentare la crescita economica mondiale di mezzo punto percentuale: è la previsione del Fondo Monetario Internazionale. E’ certo che con il rialzo del prezzo del petrolio le entrate dei paesi produttori con in testa quelli del Medio Oriente, segnano un risultato a due cifre, ma dietro quest’aumento si nasconde un’economia a due veloccità.E’ il risulato di un rapporto della banca Mondiale secondo cui la manna petrolifera non creerà i milioni di posti di lavoro nello scacchiere del Medio Oriente. Una regione che puo vantare certo una crescita superiore al 5% del prodotto interno lordo, ma che non basta a creare nuovi posti per i giovani.