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Conclave: alle 20.05, la prima fumata: nera

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Conclave: alle 20.05, la prima fumata: nera

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Fumata nera: i cardinali riuniti in conclave hanno deciso di votare subito, ma non hanno trovato un nome sul quale si siano concentrati i due terzi dei voti.

Il conclave si è aperto nel tardo pomeriggio, non era certa la votazione immediata (in teoria il conclave avrebbe potuto limitarsi a procedere alla scelta degli scrutatori, degli assistenti scrutatori, dei cardinali incaricati di raccogliere il voto dei colleghi malati, e procedere alle votazioni solo dal giorno successivo), ma evidentemente le formalità hanno richiesto poco tempo e si è dunque votato subito. Non è facile scegliere il successore di Giovanni Paolo Secondo, e quindi tutto lascia prevedere che le fumate nere non saranno poche. I cardinali, dalla sala delle benedizioni, si erano trasferiti nel pomeriggio in processione alla Cappella Sistina, dove erano stati preparati dodici lunghi tavoli (sei per lato), più l’altare sul quale è stata poi posta l’urna, e la stufa nella quale vengono bruciate le schede elettorali. E un leggio, sul quale è stato posto il Vangelo: vi hanno appoggiato la mano uno ad uno tutti i cardinali, per completare la formula del giuramento che li vincola alla segretezza assoluta e all’obbedienza nei confronti del prossimo Papa. Alle 17.25, il maestro delle celebrazioni, cardinale Piero Marini, ha pronunciato l’“extra omnes”, cioè “tutti fuori”, e le porte della Cappella Sistina si sono chiuse.