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Airbus-Boeing: tregua finita, ma si può ancora trattare

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Airbus-Boeing: tregua finita, ma si può ancora trattare

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Non si può discutere all’infinito, ma per ora litigare non serve a nessuno: è il messaggio semi-conciliante inviato dall’Unione Europea agli Stati Uniti d’America, alla scadenza della tregua di novanta giorni concordata in gennaio per dirimere la spinosa questione degli aiuti pubblici ai produttori aeronautici Boeing ed Airbus: americano l’uno, europeo l’altro. Tre mesi che non sono serviti a trovare un accordo, ed ora la portavoce del commissario Peter Mandelssohn dice che “finché nessuno dei due si rivolge all’Organizzazione Mondiale del Commercio, e non vengono concessi aiuti incompatibili con le regole, c‘è uno spazio per continuare a trattare.” Ma – aggiunge – le trattative non possono andare avanti all’infinito, visti gli interessi commerciali in ballo. Vale a dire che, scaduta la tregua, Europa ed USA hanno di nuovo il diritto di rivolgersi all’OMC, ma per ora non conviene a nessuno. Peter Mandelssohn, dal canto suo, fa sapere di essere pronto a riprendere i negoziati, non appena la controparte designerà il negoziatore: Peter Zoellick, ex segretario di stato americano al commercio, è divenuto numero due del dipartimento di stato, ma ha mantenuto la competenza per il caso Boeing-Airbus. Tra Zoellick e Mandelssohn, però, non corre proprio buon sangue. Il successore di Zoellick al commercio, Rob Portman, entrerà nel pieno delle sue funzioni solo tra un mese, e nel frattempo può succedere di tutto.