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Il testamento del papa: "Nel 2000 evocò l'ipotesi di dimettersi"

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Il testamento del papa: "Nel 2000 evocò l'ipotesi di dimettersi"

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Nel Duemila, portando a termine il giubileo, Giovanni Paolo II, provato dalla malattia, evocò la possibilità di dimettersi. Così si evince dal testamento del pontefice, reso pubblico oggi.

Nelle ultime volontà, in cui il papa ringrazia la divina provvidenza per la fine della guerra fredda senza un violento conflitto nucleare, Giovanni Paolo II non ha lasciato nessuna proprietà e ha chiesto di bruciare gli appunti personali. Il testamento venne scritto, a partire dal 1979, a più riprese, tre anni dopo il papa considerò la possibilità che i suoi funerali si svolgessero in Polonia, per rimettere poi nel 1985 ogni decisione al collegio cardinalizio.

Così domani secondo la più antica tradizione, le esequie del successore di Pietro si terranno in una Roma affollata di pellegrini.

Non tutti riusciranno a vedere per l’ultima volta il papa. Il portale della Basilica di San Pietro dovrebbe essere chiuso stanotte intorno alle 23. E per quell’ora il fiume umano che avanza lentamente per porgere l’ultimo saluto a Giovanni Paolo II dovrà fermarsi. Eppure tra tanta gente che aspetta il suo turno, c‘è anche chi tenta di vederlo una seconda volta, è il caso di una giovane netturbina romana, che finito il suo turno di lavoro ha deciso di rimettersi in fila. Misteri non solo della fede. Sono milioni, si stima che saranno almeno quattro milioni entro domani, i pellegrini che renderanno quest’ultimo tributo di gratitudine, cui le folle avevano abituato già in vita Karol Wojtyla.