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Bufera sul teatro Bolshoi di Mosca per un'opera contemporanea

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Bufera sul teatro Bolshoi di Mosca per un'opera contemporanea

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“Al Bolshoi un’opera volgare e oscena”. “E’ tornata la censura stalinista”, rispondono al teatro moscovita.

“I figli di Rosenthal” in prima mondiale ieri sera ha scatenato le ire di alcuni deputati russi che ne hanno chiesto il ritiro, sollecitando anche le dimissioni della direzione. I parlamentari che, come da tradizione, hanno avuto l’onore di assistere alle prove generali hanno giudicato l’opera nuova di Vladimir Sorokin pornografica e necrofila. Gruppi pro-Putin si sono associati alla protesta: “Vogliamo ricordare in particolare alla direzione del Teatro Bolshoi che è inaccettabile concedere alle messe in scena di un pornografo e coprofago il principale palcoscenico del paese,” dice un dimostrante. L’opera narra la storia dei cloni di cinque grandi compositori, tra cui Verdi e Wagner, creati da uno scienziato tedesco, poi tutti morti – salvo uno – avvelenati da un lenone. Il direttore Anatoli Iksanov difende la sua scelta: “E’ da trent’anni che non avevamo una nuova opera, anche quando sono state commissionate non sono andate in scena. Ma chi altri se non il Bolshoi dovrebbe occuparsi dello sviluppo del genere operistico?” Il Parlamento ha già respinto venerdì scorso una mozione di censura, il giudizio è rimesso al pubblico.