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Kirgistan, scontri polizia-manifestanti. Forse 10 morti

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Kirgistan, scontri polizia-manifestanti. Forse 10 morti

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La crisi del dopo-elezioni nella repubblica ex sovietica del Kirgistan è sfociata in una azione repressiva della polizia, intervenuta per sgomberare alcuni edifici pubblici occupati dai manifestanti. Secondo fonti citate dall’agenzia russa Interfax si conterebbero almeno dieci morti, ma il ministro dell’interno smentisce “perdite umane”.

In mattinata, dopo l’intervento della polizia, in alcune città sono riprese lemanifestazioni di protesta. L’opposizione chiede l’annullamento delle elezioni del 27 febbraio, e le dimissioni del presidente Akàyev, al potere da quindici anni. Secondo molti osservatori, il Kirgistan potrebbe, come altre ex repubbliche sovietiche, ritrovarsi nel mezzo di una sorta di protesta permanente, analogamente a quanto accaduto in Georgia e Ucraina. Il presidente Askar Akàiev, che in risposta all’opposizione ha minacciato un referendum per attribuirsi i poteri fino al 2010, ha messo in guardia i manifestanti dal proseguire le proteste, paventando il rischio di una guerra civile. Esponenti del partito di Akàyev hanno chiesto al Parlamento di decretare lo stato d’emergenza nel paese.