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Svanisce il sogno europeo per la Croazia. Almeno per il momento.

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Svanisce il sogno europeo per la Croazia. Almeno per il momento.

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I ministri degli Esteri dei 25 dovrebbero oggi confermare l’orientamento negativo sull’apertura dei negoziati di adesione per Zagabria, prevista per domani. L’offensiva diplomatica del premier croato Ivo Sanader, che ieri è giunto a Bruxelles, non ha sortito l’effetto voluto. All’Unione che accusa la Croazia di non soddisfare i criteri europei, per non avere pienamente collaborato alla cattura del generale Ante Gotovina, Zagabria ha risposto di rispettare le condizioni essenziali.

Michel Emerson, esperto di politica europea, spezza una freccia a favore della Croazia: Gotovina potrebbe godere della protezione della comunità croata in Bosnia, ma potrebbe ancora essere in Francia, perché munito di passaporto francese in quanto ex legionario, vista la rete di conoscenze in Sud America potrebbe anche essersi rifugiato lì. Il freno dell’Unione è stata una doccia fredda per Zagabria, dove Gotovina è considerato alla stregua di un eroe.

Alcune opinioni raccolte fra la gente: “È una decisone troppo drastica, non penso che il caso Gotovina debba influenzare l’entrata nell’Unione”, così una ragazza.

“Il caso avrà ripercussioni negative presso i croati nei confronti dell’Unione europea. Se tenessimo un referendum adesso, l’80 % dei cittadini voterebbe no all’Unione”, dice invece un uomo. La linea della fermezza dei 25 questa volta è una via obbligata. Lo stop alla Croazia deve servire da monito a tutti quei paesi, Turchia in testa, che aspirano a entrare nel club dei 25 ma non fanno abbastanza per tutelare i diritti umani.