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Taiwan: da colonia giapponese a "repubblica ribelle" cinese

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Taiwan: da colonia giapponese a "repubblica ribelle" cinese

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11 dicembre 2004: a Taiwan, l’opposizione vince le elezioni legislative. Il successo di una formazione che promuove legami piú stretti con Pechino, provoca scene di giubilo proprio nel continente. Per i cinesi è la prova che il popolo taiwanese non vuole la riforma costituzionale. Opinione condivisa anche da parte degli isolani, per alcuni di loro, “l’indipendenza finirebbe per causare instabilità”.

Dopo aver recuperato Hong Kong dalla Gran Bretagna, siamo nel ’97, e Macao dal Portogallo, nel ’99, la Cina è convinta che arriverà presto anche il momento diTaiwan, costi quel che costi. L’isola gode di un’indipendenza di fatto dal ’49 anno in cui si instauró il comunismo in Cina e Taiwan divenne terra d’esilio dei nazionalisti. Con 23 milioni di abitanti, Taiwan è separata dalla Cina da 200 chilometri di mare. Per cinquant’anni è stata una colonia giapponese, fino al 1945, quando fu restituita a Pechino. Appena quattro anni dopo, una nuova divisione: mentre Mao si impone a Pechino, il presidente sconfitto, Chiang Kaishek, insieme ai membri del suo partito nazionalista, il Kuomintang, si rifugiano sull’isola per organizzare la riconquista. Taiwan, la “repubblica di Cina”, è il volto ufficiale del paese fino al ’72, quando la comunità internazionale riconosce ufficialmente la Cina comunista. Da allora Pechino considera Taiwan “la repubblcia ribelle”, e minaccia piú volte l’intervento militare di fronte a una dichiarazione formale di indipendenza. Si deve attendere quest’anno per un primo segno di disgelo: il 29 gennaio riprendono i voli commerciali diretti tra Pechino e Taiwan. La collaborazione economica, quella, non si è mai interrotta, come spiega il direttore dell’American Institute a Taiwan, Douglas Paal: “La politica è importante, ma non puó, da sola, eliminare i legami economici. John Donne, nelle sue poesie secentesche diceva che nessun uomo è un’isola. Oggi neppure un’isola puó permettersi di esserlo”. Resta da vedere se Taiwan, pur sostenuta dagli Usa, voglia l’indipendenza a costo di isolarsi dal continente e a costo di una guerra alla quale la Cina si prepara da tempo. Sul piatto resta l’opzione del “ un paese, due sistemi”, sullo stile di Hong Kong, quindi una vasta autonomia, ma.. sotto la Cina.