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Pechino mette in guardia: nessuna interferenza straniera su Taiwan

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Pechino mette in guardia: nessuna interferenza straniera su Taiwan

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Nessuna interferenza straniera sulla questione di Taiwan. Ha già messo le mani avanti il premier cinese Wen Jiabao dopo che l’Assemblea Nazionale del Popolo ha approvato a schiacciante maggioranza – nessun voto contrario, due soli astenuti – la legge cosiddetta “anti-secessione”, che prevede il ricorso a “mezzi non pacifici”, così recita il testo, per la “riunificazione” con Taiwan nel caso l’isola si dichiarasse formalmente indipendente.

Il premier cinese ha precisato che la legge è volta a promuovere i rapporti tra Cina e Taiwan per il raggiungimento di una riunificazione pacifica. “Non ha nulla contro la popolazione, l’obiettivo è di contenere le forze indipendentiste. E non è una legge per dichiarare guerra a Taiwan”, ha concluso. La reazione di Taipei non ha tardato ad arrivare: il governo ha fatto sapere che dal suo punto di vista la nuova legge autorizza l’attacco militare, Pechino deve essere pronta a pagarne le conseguenze. Il presidente taiwanese ha annunciato per la fine di marzo l’ennesima manifestazione di protesta “a cui parteciperanno, ha detto, un milione di persone.” Taiwan è di fatto separata dalla Cina dalla fine della guerra civile, nel 1949, ma Pechino continua a considerarla una provincia ribelle.