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Francia: dopo le proteste si tratta

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Francia: dopo le proteste si tratta

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Si apre una settimana intensa sul fronte sindacale per l’inquilino di Matignon, sede del primo ministro francese. Jean Pierre Raffarin si è impegnato a dialogare coi rappresentanti dei lavoratori, sia nel settore pubblico che privato, dopo le imponenti manifestazioni degli scorsi giorni.

Raffarin ammette di aver maggiore margine di manovra grazie a un gettito fiscale superiore alle previsioni, anche se sulle riforme della settimana di 35 ore e sulla scuola il governo è deciso ad andare sino in fondo: più flessibilità per la settimana lavorativa, e via al dibattito al Senato sulla scuola da domani. I sindacati del personale dei licei sono già sul piede di guerra e invitano gli statali a scendere di nuovo in piazza martedì. Dopo le manifestazioni del 10 marzo, in cui almeno 600mila lavoratori dei settori di ferrovie, energia, posta, scuola e via dicendo hanno protestato in tutta la Francia il governo si mostra comunque più flessibile: in cambio due dei maggiori sindacati francesi hanno già promesso di appoggiare il referendum sulla costituzione europea del prossimo 29 maggio.